Ci sono un sacco di lavori scientifici che spiegano come sia praticamente impossibile far cambiare idea a qualcuno, soprattutto quando la discussione si polarizza tra due gruppi e/o quando avviene in rete e/o quando la comunicazione avviene tra gruppi che non si conoscono. La fiducia è un buon veicolo per convincere qualcuno a fidarsi di quello che l'altro dice.
Non a caso i politici postano selfie di loro mentre mangiano frittura di pesce o mentre stringono mani a folle di gente, o fanno la loro corsetta mattutina. Son tutti escamotage che creano fiducia nella persona. Se ti fidi, credi in quello che ti racconta. Non importa cosa.
Se io vi raccontassi una qualsiasi cagata, il solo fatto di essere un vostro contatto, mi permetterebbe di avere una certa credibilità. Tanto voi non state controllando quello che ho scritto fino ad ora. Sono un Dr in neuroscienze, ho usato l'incipit de “i lavori scientifici” e l'avete buttato giù come un buon credete butta giù l'ostia a messa.
Poi c'è il meccanismo dell'appartenenza di gruppo: il gruppo si unisce per combattere contro il cattivo, gli eventi avversi, i nemici che vogliono, appunto, distruggere quel gruppo. Una notizia, veicolata dentro un gruppo, una volta presa per buona, tale rimane.
Per questo che Burioni e i suoi crociati, quando combattono contro i no vax, fanno ridere. La probabilità di successo è pressoché nulla. Anzi, a giudicare da come stanno andando le cose, sono i no vax che stanno raccattando più seguaci tra gli indecisi perché sono una comunità con una narrazione inclusiva, bella, affascinante.
Come quella dei 5 stelle. È bello essere 5 stelle, la gente è fiera di votare i 5 stelle, i 5 stelle contro tutto e tutti. Si fanno i selfie mentre mettono la x sulla scheda, mentre chi vota PD o la “sinistra carrozzone arcobaleno con tsipras e grasso contro l'iva al 22% dei tampax”, si vergogna pure di guardare, in pubblico, i risultati sportivi.
Ci sono poi anche esperimenti in cui si dimostra come, dentro un gruppo sia più facile modificare la memoria del singolo. Se vi ricordate bene un dettaglio, ma poi un gruppo di persone, di cui fate parte proprio come gruppo, vi fa notare che quel dettaglio è diverso, voi plasmate il vostro ricordo a quello del gruppo.
Mi dispiace, ma il cervello si confonde facilmente. Non solo, anche se poi uno, sempre in quel gruppo, dicesse “guardate che era una cazzata, quella cosa non è mai esistita”, il gruppo farebbe fatica ad ammettere la fake news e quindi a tornare sui suoi passi. Una volta modifica, la memoria del singolo difficilmente si rimodifica.
In pratica, una volta veicolata la notizia falsa, tale rimane.
C'è anche il fatto che, in rete, le discussioni si polarizzano, subito, in 2 grossi gruppi. Non esiste, di fatto, una zona grigia o più posizioni. È un po’ tutto bianco-nero e quindi, come tale, si ricreano sempre le stesse dinamiche qua sopra elencate.
Per questo, quando vi leggo presi in discussioni politiche, vorrei abbracciarvi forte e farvi desistere, perché state solamente sprecando un sacco di energie, inutilmente. Se proprio volete intaccare un gruppo, dovete prima di tutto conquistarne la fiducia e/o proporgli un'alternativa credibile che non vada subito in contrapposizione con il loro mandato. Ovviamente le probabilità di successo son pari allo 0.
Infine, il discorso sugli analfabeti funzionali. Ce ne sono tanti, ma ce ne sono sempre stati tanti e in ogni parte del mondo. Questo lo dico perché pensare di spiegare la complessità sociale e politica, del momento, con “la gente è ignorante per questo vota X” è da analfabeti funzionali.
E con questo, direi che per tutto il 2019 ho dato.